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Cocktail for You

Nuova scoperta: l’alcool è un antidolorifico più potente del paracetamolo

Pensate possa essere possibile che una birra possa curare un mal di schiena O che un bicchiere di vino possa alleviare un dolore alle gambe o un mal di testa Contro i dolori la scienza concorda: l’alcool è un rimedio efficace! In accordo con un nuovo studio, per alleviare il dolore, bere una birra pare possa essere più efficace che assumere un analgesico come il paracetamolo per esempio Non solo, quindi, utile al colesterolo buono, l’alcool contenuto in una birra sarebbe un analgesico naturale capace di fornire riduzioni clinicamente significative nei punteggi di intensità del dolore Lo studio portato avanti da alcuni ricercatori inglesi dell’Università di Greenwich ha confermato che consumare due pinte di birra può ridurre un disagio fisico di un quarto Alzando il contenuto di alcool nel sangue a circa lo 0,08%, si aumenta la soglia del dolore riducendone leggermente l’intensità “I risultati suggeriscono che l’alcool è un analgesico efficace – spiegano gli studiosi – che fornisce riduzioni clinicamente significative nei punteggi di intensità del dolore, il che potrebbe spiegare l’abuso di alcol in coloro che hanno un dolore persistente, nonostante le potenziali conseguenze per la salute a lungo termine” Non è tuttavia chiaro se l’alcol riduca la sensazione di dolore perché colpisce i recettori del cervello o perché è in grado di abbassare la tensione e rilassare “L’alcol può essere confrontato con farmaci oppiacei come la codeina e l’effetto è più potente del paracetamolo”, afferma il dottor Trevor Thompson Nonostante quanto scoperto dal ricercatore, si intende precisare che non si vuole spingere le persone a consumare alcol come analgesico qualvolta si abbia un dolore, sottolineando il fatto che un abuso di questa sostanza nel lungo periodo di tempo possa portare dei gravi danni all’organismo Questa ricerca potrebbe però trarre in inganno molte persone, chiaramente si tratta solo di uno studio che non vuole per questo sostituirsi ad una ricetta medica Quanto scoperto però potrebbe spiegare il perché molte persone afflitte da dolori cronici e intensi abusino di alcol, nonostante sappiano i gravi danni che questo può provocare Le bevande alcoliche per la salute devono essere consumate con intelligenza e soprattutto senza abusarne

Aloe, rabarbaro e alcol: un elisir di lunga vita

A Manhattan, esattamente nel cuore della città di New York, si nascondeva l’elisir di lunga vita Durante alcuni scavi archeologici vennero ritrovate alcune fiale risalenti al diciannovesimo secolo contenenti un rimedio miracoloso Le piccole fiale, che hanno oltre 150 anni, sono state rinvenute in un cantiere presso la celebre Street Bowery, tra Chinatown e Little Italy Secondo gli archeologi, chi le usava era convinto di poter ingannare la morte Alyssa Loorya, presidente di Chrysalis Archaeology, società che si occupava di sorvegliare gli scavi, ha esaminato le centinaia di fiale trovate sottoterra e incuriosita da quella mistura ha così chiesto rinforzi ad alcuni colleghi in Germania per aiutarla a ritrovare la ricetta in un testo medico del diciannovesimo secolo Dopo aver tradotto il testo, il team ha scoperto che l’elisir conteneva ingredienti ancora oggi usati dagli erboristi come l’aloe e la radice di genziana, che aiuta la digestione, ma il liquido era composto soprattutto da alcol “Questi tipi di cura erano onnipresenti in quell’epoca e sempre disponibili”, ha detto Loorya “Gli ingredienti sono ancora oggi utilizzati, nei cocktail e negli infusi ma non sappiamo se siano state le abbondanti quantità di alcool o le erbe a far sentire meglio la gente” Elisir di lunga vita: la ricetta Aloe: 13 grammi Rabarbaro: 2,3 grammi Genziana: 2,3 grammi Curcuma bianca: 2,3 grammi Zafferano spagnolo – (2,3 grammi) Acqua – (114 ml) Alcol di grano – (240 ml) Elisir di lunga vita: preparazione Spremere l’aloe e ricavarne del succo Schiacciare il rabarbaro, la genziana e lo zafferano insieme e poi mescolare con il liquido ottenuto dall’aloe Lasciare il composto a riposare per tre giorni unito agli altri ingredienti, agitare di tanto in tanto Sarà necessario filtrare il liquido prima di poterlo servire Secondo l’erborista Lata Kennedy proprietaria del Flower Power Herbs and Roots, da 19 anni, a New York, non stiamo parlando di miscugli pericolosi, anzi, tutti gli ingredienti di questo liquore sono ancora utilizzati per il trattamento naturale di alcuni disturbi legati all’apparato digerente, chi di noi non conosce le infinite proprietà antinfiammatorie dell’aloe, o digestive della genziana Di certo possiamo affermare che queste bevande alcoliche non garantivano né garantiscono l’immortalità ma aiutavano a vivere meglio, usando solo ingredienti naturali

Il rapporto tra Drink e Serie TV

Siamo sempre più appassionati di serie tv, legati ai personaggi e alle loro vicende, ma anche alle loro abitudini, tanto che ormai anche i drink degustati nei nostri telefilm preferiti sono diventati dei veri e propri protagonisti Alcuni drink sono stati inventati ad hoc proprio per caratterizzare dei personaggi chiave delle serie, mentre altri sono stati rilanciati influenzando nel tempo il gusto degli spettatori così come le abitudini al bar Vediamo insieme quali sono i drink famosi delle serie tv Dry Martini – Will&Grace Vi ricordate il personaggio di Karen Le sue più grandi passioni sono lo shopping e il Martini, il Dry Martini infatti è diventata la sua cifra stilistica, espressione del personaggio a tutto tondo, la frase ricorrente di Karen infatti recita più o meno così: “Un altro Martini tesoro, e non occupare spazio con quelle inutili olive!“ Cosmopolitan – Sex & the city 
Serie culto che ha portato il cocktail Cosmopolitan al vertice dei cocktail femminili più venduti nel mondo Il Cosmopolitan, drink di raffinata eleganza è diventato un’icona, nonché simbolo della serie Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte, le quattro amiche protagoniste della serie amano rivivere amori, drammi personali, avventure e disavventure amorose davanti al fedele cocktail che con il suo colore incarna perfettamente lo stile della serie Virgin Cuba Libre – The Big Bang Theory La serie tv The Big Bang Theory ripercorre le dinamiche di un gruppo di amici, tutti professori universitari e super nerd, ed è diventata ormai un vero e proprio cult e molto del suo successo si deve ad uno dei protagonisti, Sheldon Il Dottor Sheldon Cooper, un autentico genio sociopatico che beve spesso il suo cocktail preferito: una rivisitazione del Cuba Libre: il Virgin Cuba Libre C’è chi crede che il Virgin Cuba Libre sia pura e semplice coca-cola con ghiaccio e limone, in realtà c’è un ingrediente chiamato Sciroppo Carribean, si tratta di un particolare sciroppo di zucchero che ha sapore di Rum! Applemartini – Scrubs In “Scrubs”, il dottor John Dorian è solito ordinare un Applemartini, un Martini con il succo di mela Grazie a questa serie tv il cocktail è diventato famoso e si trova spesso nei menu dei locali Old Fashioned – Mad Man Nella serie creata da Matthew Weiner i cocktail hanno un ruolo fondamentale: esprimono uno status symbol e definiscono il carattere del personaggio che li beve I suoi protagonisti sono uomini e donne vestiti in maniera impeccabile seduti al bancone di un bar con un ricercato drink in una mano e una sigaretta nell’altra Il protagonista Don Draper (Jon Hamm) è un beve l’Old Fashioned, drink a base di whiskey e scorza d’arancia, un cocktail elegante, classico e deciso: proprio come Don E proprio di un episodio della serie, il protagonista si cimenta nella preparazione del cocktail consacrandolo a drink culto della serie

Abbinamento cibo e Cocktail: Binomio possibile

Avete mai sentito parlare della tendenza di abbinare i cocktail alcolici al cibo In Italia siamo abituati a degustare i nostri piatti in abbinamento con i grandi vini bianchi e rossi della tradizione, ma c’è chi ha deciso di osare, di sperimentate e vorrebbe sostituire il nettare d’uva con i cocktail La nuova tendenza dell’abbinamento food e drink si chiama foodpairing Il foodpairing Il Foodpairing è una pratica che analizza l’abbinamento dei sapori in base alla composizione molecolare Il principio base su cui il metodo si fonda è il seguente: gli alimenti si combinano bene tra loro quando hanno in comune i componenti aromatici più importanti Esplorando in rete si trovano numerosissimi spunti e numerosi siti specializzati che propongono i più svariati abbinamenti, a seconda del tipo di cucina locale e divisi per tipologia di alcolico (si possono praticamente abbinare cibi a tutte le basi alcoliche, dal vino alla birra al rum ai gin alle tequila o al whisky) Uno dei siti di riferimento in questo ambito è wwwfoodpairingcom che offre la possibilità di selezionare degli ingredienti che si vogliono abbinare e consultare le varie proposte L’intuizione da cui è nata questa scienza è frutto dell’idea di Heston Blumenthal, Chef del ristorante The Fat Duck di Londra e Francois Benzi, chimico e studioso di aromaterapia, che hanno basato la loro ricerca di nuovi piatti sulla combinazione di alimenti i cui componenti hanno un gusto comune Abbinamento cibo e cocktail: le linee guida La regola base di questa nuova tendenza è di non esagerare con l’alcol, meglio dunque evitare ricette con numerosi alcolici e scegliere delle ricette più semplici come ad esempio il Gin tonic e le sue infinite varianti o il Cuba libre (a base di rum e cola) Nell’abbinamento di uno o più cocktail a delle pietanze si deve pensare prima di tutto a scegliere le affinità e non i contrasti, cibo e drink devono lavorare insieme affinché vengano esaltati i sapori e i profumi della degustazione Ad esempio con un piatto semplice, come può essere una caprese, con pomodoro mozzarella e basilico potremmo abbinare un gin tonic guarnito con cetrioli e foglie di menta fresca Il drink arricchirebbe il sapore del piatto senza creare contrasto Regole fondamentali Prima regola: sovvertire l’antica classificazione pre dinner, after dinner, long drink Ora c’è un piatto, il vostro gusto e un cocktail da abbinare Seconda regola: sospendere il giudizio, e non esitare di fronte a nuovi gusti, odori e sapori; Terza regola: fidarsi del bartender; Quarta regola: arrendersi ai nuovi menù e sperimentare Per cui largo alla sperimentazione e quindi se il vostro alcolico preferito fosse la vodka, le ostriche crude sarebbero un abbinamento perfetto, vodka rigorosamente ghiacciata Il Brandy, abbinato solitamente a della pasticceria secca potrebbe essere un fidato compagno del jamon serrano stagionato e anche del pata negra La Tequila invece accostata a delle alette di pollo croccanti o a frutta esotica a ricordare le origini esotiche del distillato Il Gin è l’alcolico che si sposa meglio con le pietanze, e potrebbe essere accostato a carni rosse, cacciagione, o in alternativa in abbinamento a del salmone marinato Il rum, che probabilmente avete spesso degustato con un quadratino di cioccolato fondente, potrà esaltare i sapori di un formaggo di capra Con cosa abbinereste invece un Bloody Mary Ad un pinzimonio oppure qualche piatto sfizioso a base di avocado e formaggio E un Manhattan Ci sono cocktail che chiamano la carne, e questo è uno di quelli: dei bocconcini di agnello in crosta di erbe potrebbero rivelarsi una gradita sorpresa In alternativa, olive nere al forno come non ci fosse domani e qualche bocconcino di acciughe con pane nero saranno uno sposalizio perfetto L’accostamento cibo/cocktail sta facendo capolino e si propone come vera e propria tendenza, scopriremo con il tempo se la sperimentazione avrà dato i suoi frutti

L’età del proibizionismo negli Stati Uniti

Siamo nella prima metà del ‘900, negli Stati Uniti i movimenti fondamentalisti legati alla politica e alla chiesa statunitense cominciavano a piantare le radici del proibizionismo con la nascita delle cosiddette società di temperanza che legavano la vendita e il consumo di alcool ad ogni male che accadeva sulla terra Effettivamente l’alcol era soggetto ad un consumo eccessivo con forti e devastanti conseguenze anche a livello sociale, in qualche modo il suo consumo era legato alla povertà e alla criminalità Molte donne erano costrette a subire maltrattamenti e violenze a causa di mariti o padri in stati di ubriachezza totale, ormai completamente dipendenti dal tale sostanza Inoltre si cominciò a pensare che l’abuso di alcol fosse causa anche di assenteismo sul lavoro e per cui che potesse creare danni dell’intero sistema produttivo americano, fu per questo che il proibizionismo vide tra le sue fila anche nomi di industriali importanti quali Henry Ford e John Rockefeller, i quali aderirono all’Anti-Saloon League versando anche ingenti somme di denaro Grazie a questi fondi a disposizione l’Anti Saloon League ottenne molta visibilità e la capacità di poter influenzare ed esercitare pressioni sulla politica nazionale statunitense Le campagne per il regime “dry” (asciutto) iniziarono ad essere incentrate sui numeri: “I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese”, citano le statistiche del Congresso fornite dalla Anti-Saloon League nel 1914 Nello stesso clima nel 1914 venne completamente proibito l’uso dell’oppio, e sancito il bando sull’alcol tramite il Volstead Act del 1919 e il XVIII emendamento degli Stati Uniti, entrato in vigore il 16 gennaio 1920 con l’obiettivo di salvare il paese dalla povertà e dalla violenza La sera del 15 gennaio in tutti gli Stati Uniti decine di migliaia di persone si riversarono nei negozi per fare rifornimento delle ultime bottiglie legalmente in vendita Per cui Negli anni a cavallo tra il 1920 e il 1933 la produzione, il trasporto e la vendita delle bibite alcoliche per il consumo furono completamente bandite L’effetto causato dalla legge fu del tutto contrario a quello sperato, invece di eliminare e/o diminuire il consumo di alcol, e con esso i problemi sociali de paese, generò un aumento della corruzione, l’esplosione della criminalità organizzata e il conseguente arricchimento della mafia che dominava il contrabbando di bevande alcoliche I punti d’incontro delle persone che desideravano bere erano i bar clandestini nei sotterranei dei palazzi, posizionati in posti isolati con l’obiettivo di non attirare l’attenzione Nacquero migliaia di Speak-easy, locali in cui venivano vendute bevande alcoliche illegalmente, alcuni di loro erano gestiti da membri della criminalità organizzata, ed erano così redditizi che continuarono a prosperare Nel 1920, anno dell’entrata in vigore del Proibizionismo, nella sola New York erano presenti 32000 Speak-easy, contro i soli 15000 bar legittimi di prima della proibizione Al Capone, la leggenda della criminalità organizzata basò la propria fortuna rifornendo illegalmente gli speakeasy di tutti gli Stati Uniti D’America Molteplici i tentativi per arginare e combattere la criminalità dilagante, ma nei fatti la legge sul proibizionismo mostrò effetti completamente opposti a quelli sperati Le persone scesero in piazza chiedendo di porre fine a questo bando fallimentare, fin quando nel 1933, con il Presidente Roosevelt venne sancita la fine del Proibizionismo Milioni di Americani poterono acquistare l’alcol liberalizzato e regolarmente tassato, facendo impennare le entrate del Governo: vennero anche creati circa un milione di posti di lavoro collegati all’industria degli alcolici Migliaia di affiliati a bande criminali correlate al mercato nero dell’alcol videro andare in fumo, da un giorno all’altro, un business da miliardi di dollari

La storia del Cosmopolitan

Il cocktail più bevuto negli Stati Uniti, il Cosmopolitan, dal sapore elegante e raffinato, forte e profumato, con un buon equilibrio tra dolcezza e acidità Un cocktail con una gradazione alcolica abbastanza alta e grazie al crawberry juice che gli dona un profumo molto delicato può essere degustato a tutte le ore del giorno, per cui ottimo come predinner, ma anche come afterdinner È un cocktail alcolico internazionale a base di vodka riconosciuto ufficialmente dalla International Bartenders Association Fa parte della famiglia dei Cape Codder Cosmopolitan: la storia La storia del Cosmopolitan presenta delle origini piuttosto vaghe, la sua prima apparizione vide la luce in un bar scozzese nel 1927 ma gli ingredienti miscelati erano completamente differenti, l’ipotesi più accreditata riferisce che intorno alla metà degli anni ’80 Cheryl Cook, barlady del ristorante “The strand” di South beach, grazie ad un incontro fortuito con l’Absolut Citron, inventò il Cosmopolitan dichiarando poi che: “Era circa il 1985-86; il Martini stava tornando di moda, con il suo bicchiere classico Alle donne non sembrava piacesse molto il cocktail , ma piuttosto piaceva essere visti con il bicchiere Martini in mano Ciò mi diede l’idea di creare un cocktail che potesse piacere a chiunque ma che stesse bene in questo bicchiere classico Il mio distributore mi portò un nuovo prodotto della Absolut, l’Absolut Citron Mi disse di creare qualcosa Io amo le sfide e volevo creare un nuovo drink per il bicchiere martini, così presi gli ingredienti, Absolut Citron, una dose di triple sec, una goccia di Rose’s Lime e abbastanza cranberry per renderlo così deliziosamente rosa Servii il mio primo Cosmopolitan a Christina Solopuerto la notte in cui ricevetti la mia prima bottiglia di Absolut Citron Entro 30 minuti tutto il bar aveva un Cosmo davanti a sé, in 45 minuti l’intero ristorante ne aveva uno” Il nome invece lo dobbiamo alla rivista Cosmopolitan che dedicò un articolo alla proprietaria del ristorante “The strand Cosmopolitan: la ricetta Ingredienti 4 cl Citron Vodka 15 cl Cointreau 3 cl Cranberry juice 15 cl Fresh lime juice Preparazione: Miscelare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, agitando bene, filtrare in una doppia coppa cocktail precedentemente raffreddata Guarnire con una fettina di lime Cosmopolitan: fama Il Cosmopolitan è uno dei drink più famosi del mondo, soprattutto per il consumo fra gli anni novanta e Duemila da parte di molte celebrità Americane ed europee, il suo successo venne sancito dalla regina del Pop Madonna nel 1996 quando venne fotografata al Rainbow Room con un bicchiere di Cosmopolitan in mano Ma la fama definitiva viene acquisita con la serie tv Sexy and the City, in cui la protagonista Carrie Bradshaw e le sue tre amiche amano conversare delle loro avventure amorose rigorosamente con un Cosmopolitan drink in mano Il pubblico femminile si appassiona alla serie e comincia ad emulare le 4 newyorchesi Cosmopolitan: varianti Alcune varianti invece differiscono per l’uso di alcuni ingredienti diversi Cosmopolitan 1934: inventato nel 1934, sostituisce il gin alla vodka al limone, limone al posto del lime e sciroppo di lampone al posto del succo di cranberry Metropolitan: sostituisce al triple sec la creme de cassis Atlapolitan (o Peach Cosmopolitan): sostituisce al triple sec il peach schnapp Rude Cosmoplitan: sostituisce alla vodka la tequila Purple Rain: sostituisce al triple sec il blue curaçao White Cosmopolitan: prevede l’utilizzo di succo di cranberry bianco Blue Cosmopolitan: prevede l’utilizzo di succo di cranberry bianco e sostituisce al triple sec il blue curaçao

La storia del Negroni

Il Negroni, un cocktail alcolico tutto made in Italy, dalla storia aristocratica e all’argento nella classifica dei migliori del mondo di “Drinks International”, venne creato a Firenze tra il 1919 e il 1920 dal Conte Camillo Negroni La storia del cocktail Negroni somiglia a quelle di altri cocktail, un assiduo cliente di un bar stanco di bere il solito chiese al barman qualcosa di differente Siamo nella Firenze degli anni ’20, il Conte Negroni assiduo frequentatore del Casoni Caffè stanco del solito cocktail Americano chiese al barman Fosco Scarselli, un’aggiunta di gin al posto del classico seltz in onore dei suoi ultimi viaggi a Londra, dettando a Scarselli la miscela perfetta: 1/3 bitter 1/3 vermut rosso 1/3 gin Quello che per il conte era «il solito», divenne per gli altri un “Americano alla moda del conte Negroni” ovvero un Americano con un’aggiunta di gin e prese il nome del conte che tanto lo amava E così nacque anche il Negroni, un cocktail italiano, con ingredienti tipici della penisola, con il colore e il sapore di una Ferrari, e non esistono dubbi o perplessità inerenti da chi venne inventato e quando Dopo quella sera non è difficile immaginare come quel cocktail divenne un classico Nel 1962 Fosco Scarselli, proprio quel barista del Casoni, venne intervistato da “Gente” e i dettagli alcolici di quelle serate in compagnia del conte se li ricordava ancora bene: «C’erano dei giorni che riusciva a inghiottire anche quaranta drink, eppure non lo vidi mai ubriaco» Quaranta Negroni sono un numero impressionante, nessuno di noi al giorno d’oggi riuscirebbe a reggerne una quantità così eccessiva, si pensa dunque che venissero serviti in bicchierini molto più piccoli degli odierni bicchieri da cocktail Oggi il Negroni è considerato uno dei più famosi aperitivi italiani, e in tutto il mondo è conosciuto semplicemente come “Negroni” Cavalcando l’onda del successo, un imprenditore, Cavaliere Guglielmo Negroni, nato a Villanova sull’Arda vicino a Busseto nel 1889, nel 1919 fondò a Treviso l'”Industria Liquori Negroni”, oggi denominata “Distillerie Negroni” e realizzò tra i vari prodotti l’omonimo “Antico Negroni 1919”

La storia del Manhattan

Uno dei cocktail più sofisticati e bevuti nel mondo, il Manhattan, un grande classico, che pur avendo attraversato secoli si mantiene intatto e sempre attuale Immergiamoci in un revival dei tempi del proibizionismo americano degli anni ’20, alla volta dei sapori della storia, delle sue origini, e dei suoi ingredienti Tra la storia dei cocktail quella del Manhattan è una delle più enigmatiche e antiche, il simbolo dell’orgoglio americano, sulla cui nascita ci sono dubbi ed enigmi Sono infatti molteplici le leggende in merito alla paternità di questo cocktail, una di queste, tra le più accreditate racconta che nacque per merito di un barman: Iain Marshall che lo avrebbe proposto ad un ricevimento organizzato da Jennie Jerome, ovvero Lady Randolph Churchill, madre di Winston Churchill, nel 1874 al Manhattan club di New York Si pensa anche che sia stata la stessa Jennie Jerome ad inventarlo per stupire gli ospiti Altri invece raccontano che sia stato creato nel 1860 da un bartender soprannominato Black, e che la ricetta sia apparsa nel libro “The Flowing Bowl” di William Schmidt’s del 1891 e anche in “Tennessee cocktail” in Shake ‘em up di Elliott e Strong del 1930 ma entrambi presentano ricette differenti Fatto sta che divenne uno dei cocktail più famosi nei decenni successivi, protagonista di party esclusivi aperitivi tête à tête, e dei menu dei cocktail bar di tutto il mondo Manhattan: ricetta Semplicissima la ricetta sulla carta, ma di non facile realizzazione: 5 cl Rye o Canadian Whiskey 2 cl Vermouth Rosso 1 goccia di Angostura Preparazione: si prepara nel mixing glass, mettendo prima una goccia di angostura, il rye whiskey ed infine il vermouth rosso, una mescolata e si serve in coppetta da cocktail dopo aver usato lo strainer Come unica guarnizione una ciliegina al maraschino Un classico immortale, ottimo come aperitivo ma che essendo a base di whiskey si può bere con altrettanto piacere anche dopo cena Manhattan: varianti Il Manhattan cocktail ha attraversato secoli e ogni giorno che passa si rinnova: nascono nuove versioni, nuove ricette mantenendo sempre intatta la sua tradizione di cocktail più glamour della storia
A cominciare dal Perfect, che prevede l’uso del Whiskey americano a cui vengono miscelati la stessa dose di Vermouth e Dry, per un cocktail meno dolce ma delizioso, passando per il Manhattan Dry, secco e aromatico; il Rob Roy con il whisky scozzese al posto del gin e il Metropolitan che invece prevede l’uso del Brandy Manhattan: curiosità Il Manhattan è uno dei drink più citati nei programmi televisivi e nei film hollywoodiani, 
a cominciare dal film “Manhattan cocktail” del 1928, passando per “A qualcuno piace caldo” con Marylin Monroe e Jack Lemon in cui le protagoniste improvvisano un party sul treno e scelgono di preparare un Manhattan usando Bourbon whiskey anziché il Canadian miscelando tutto in una bottiglia Per arrivare poi alle serie tv americane, impossibile non notarlo, accanto al Cosmopolitan, nella serie tv “Sex and the city”, in cui le quattro protagoniste consumano frequentemente questo cocktail in qualche locale trendy di New York, e non a caso la protagonista vive a Manhattan e in “Will e Grace”, altra serie tv ambientata negli Stati Uniti, in cui il personaggio di Karen è conosciuto per bere Manhattan ad ogni ora del giorno

L’essenza di FBS racchiusa in un video

Avere un’azienda al giorno d’oggi significa dover combattere e conciliare con i nuovi mezzi di comunicazione, con i nuovi linguaggi di comunicazione, che a volte possono sembrarci quanto meno estranei È necessario essere sempre al passo coi tempi nel ricercare la forma più rapida e diretta per comunicare e per poter focalizzare l’attenzione del vostro pubblico, e un video aziendale è uno strumento immediato, che con un linguaggio moderno permette di trasmettere un messaggio nel minor tempo possibile ad un target di persone vastissimo La comunicazione dev’essere veloce, trasparente, accattivante con l’obiettivo di presentare e promuovere un’azienda, i suoi prodotti, la sua storia in un modo completamente innovativo che lasci dietro di sé l’ideale obsoleto dei testi pubblicitari statici Un video aziendale rappresenterà l’immagine dell’azienda, catturerà la sua essenza il suo profilo, e trasmetterà il messaggio che l’azienda vorrà trasmettere Una narrazione accostata alle immagini racconterà ciò che l’azienda vorrà raccontare, renderà il pubblico complice, umanizzerà il proprio brand agli occhi dello spettatore Inoltre grazie alla dinamicità di un video sarà possibile soddisfare la domanda di svago e gratificazione di un pubblico sempre più social e tecnologico Un video pubblicitario ben strutturato lancerà un’azienda sul web permettendole di riscuotere successo e di guadagnare dei nuovi potenziali clienti È essenziale che vi affidiate a dei professionisti per le riprese e la post-produzione del vostro spot, un video pubblicitario essendo un forte strumento mediatico è un’arma a doppio taglio che potrà senza ombra di dubbio valorizzare un’azienda, ma al tempo stesso affondarla in poche mosse Un’equipe professionale saprà esattamente come creare e soprattutto come trasmettere un video aziendale, per far sì che il pubblico possa focalizzare la propria attenzione sul vostro brand La comunicazione è una parte importante e fondamentale per il posizionamento di un’azienda sul mercato e un video aziendale istituzionale ben fatto dimostrerà un’impresa aperta al mondo, aperta alla crescita, aperta a relazionarsi con il suo pubblico, mettendo quindi al primo posto la qualità, la semplicità, l’empatia e un pizzico di fantasia per raggiungere la tanta desiderata viralità sul web Noi di FBS ci siamo affidati ad uno specialista dell’ immagine: Emiliano Allegrezza, fotografo matrimoni Roma Occhio vispo, esperienza, e una valanga di stile hanno permesso la produzione del video Piccoli gesti, suoni tipici e spettacolarità che racchiudono la sintesi dell’essenza di FBS

Perché fare il barman professionista?

Che tu sia un Barman esperto, un novizio, o semplicemente affascinato dalle acrobazie nel preparare cocktail, in questo articolo elencherò solo alcuni dei motivi per i quali il barista professionista non è solo una professione, ma un modo per girare il mondo intero ed incontrare tantissime persone restando sempre in movimento, per evitare la solita routine lavorativa da ufficio In questo articolo andiamo a vedere e a rispondere ad una domanda: Perchè fare il barman professionista Se spesso ti sei sentito dire che per lavorare serve il famoso “pezzo di carta” questo è l’esempio piu eclatante che ti dice “ehi, la passione è tutto nella vita” specialmente se ti piace mixare alcolici e farli volteggiare in aria Ma per diventare barman professionisti, è necessario frequentare dei corsi e un dettaglio imprescindibile: essere sempre aggiornati e al passo con i tempi Inoltre sono necessarie delle competenze particolari, competenze che si possono apprendere nei corsi specializzati, e fondamentale ovviamente, come in tutte le professioni una buona dose di allenamento e pratica Di cosa si occupa un barman professionista Un barman professionista svolge il proprio lavoro nei locali serali, nelle discoteche, all’interno di bar, ed è in costante contatto con i clienti, preparerà e servirà bevande e drink di ogni genere, cercando di prestare attenzione alla cura di ogni dettaglio: a cominciare dall’aspetto esteriore, questa è una professione che può considerarsi il biglietto da visita del locale, per cui un aspetto ben curato e pulito sarà un elemento imprescindibile, un barman dovrà conoscere i cocktail, saper mixare gli alcolici, saper dosare bene gli ingredienti, scegliere il bicchiere giusto ad ogni tipo di richiesta e in ultimo, ma non meno importante dovrà occuparsi della pulizia e dell’ordine del bancone sul quale piroetterà per tutta la serata I vantaggi di diventare un barman professionista: 1- Lavorare i con le bevande alcoliche È la prima motivazione di cui necessiti per entrare nel mondo dei barman professionisti Lavorare con le bevande alcoliche ti donerà l’opportunità di apprendere tutto su come lavorarle e mixarle tra loro evitando terribili errori che potrebbero costare cara la serata ai clienti del locale, ma soprattutto, con l’esperienza e la pratica ti permetterà di sperimentare nuovi abbinamenti per sorprendere e stupire la clientela del locale Un bartender professionista non è solo una persona dietro ad un bancone, deve tener ben presente che lavora con bevande a base di etanolo e deve lavorare con responsabilità, conoscendo le proprietà fisiche e chimiche delle sostanze con le quali lavora 2- Assistere agli eventi più esclusivi della città Quando diventi un barman professionista, gli inviti a lavorare agli eventi esclusivi saranno all’ordine del giorno, e ogni giorno, ogni settimana potrai lavorare con persone differenti in locali differenti Potrai lavorare ad eventi di moda, a feste private, al party di conclusione di una campagna elettorale o a un lancio di un nuovo libro, prodotto aziendale, film che sia 3- Aprire un tuo locale Dopo aver guadagnato in termini di esperienza e di denaro potrai anche pensare di fare il salto e diventare il capo di te stesso, aprendo un locale nuovo ed esclusivo di tua proprietà, tenendo sempre a mente di assumere barman professionisti e di servire prodotti della massima qualità e di cominciare a pensare non più da lavoratore bensì come un impresario 4- Divertimento assicurato Uno degli ultimi vantaggi da tener presente è che intraprendere la professione di barman professionista può essere senza ombra di dubbio una professione faticosa che esige una buona organizzazione, lavorando perlopiù ad eventi notturni, ma può anche essere molto divertente, donandoti un punto di vista privilegiato su serate in cui le persone hanno solo bisogno di staccare la spina, lasciarsi andare e divertirsi Ti permetterà inoltre di conoscere tantissime persone, crescere professionalmente e guadagnare denaro E se stai pensando che se non sei di non essere un animale da festa e che tu non possa essere tagliato per questo lavoro, ti sbagli di grosso credimi, appena ti metterai dietro il bancone diventerai automaticamente più spigliato nelle relazioni sociali Per non parlare poi della sicurezza di trovare lavoro: in qualunque posto tu ti trova possa trovare, in qualsiasi epoca la gente avrà sempre bisogno di staccare anche solo per qualche ora dalla solita di routine e di bere, dunque un barman non avrà mai problemi di questo genere, se non quello di avere a volte molto tempo a disposizione per se stesso se il lavoro è part-time

La storia del Mojito

Conoscere la storia di uno dei cocktail più famosi al mondo è un desiderio comune, anche e soprattutto in questo periodo, in cui solamente il nome Mojito richiama la parola estate! Menta, Lime, Rum e zucchero di canna sono diventati gli ingredienti ideali per dare il via ad una stagione estiva perfetta Dove e quando nasce questo cocktail eccezionale La storia del Mojito è confusa e incerta 
Così come per altri cocktail il mojito era uno dei preferiti di Ernest Hemingway, ma la particolarità sta nel fatto che lo scrittore raccontava la storia di questo drink nei bar che frequentava, scrivendone alcuni passaggi proprio mentre lo stava sorseggiando nel suo bar preferito di Cuba: la Bodeguita del medio Non è un segreto per nessuno che lo scrittore fosse un grande bevitore, per questo grandi certezze non possiamo averne, ma la versione che vi raccontiamo è quella più conosciuta e che più si avvicina alla realtà dei fatti Lo scrittore inglese raccontava di un marinaio, Sir Francis Drake che arrivò dopo con la propria nave nella regione dell’Havana, a Cuba nel XVI, e in seguito alla circumnavigazione del mondo, oltre a sirene, vele spiegate e valanghe di rum, Sir Francis Drake con aguardiente (un distillato di bassa qualità), lime, acqua, zucchero raffinato bianco di canna e una specie locale di menta, la hierbabuena miscelò il primo Mojito della storia del mondo, o perlomeno la miscela che ci si avvicinava di più Creò questo drink che battezzò come El Draque o Draquecito in omaggio a se stesso L’uso del lime fu merito proprio dei corsari, che combattevano lo scorbuto e la mancanza della vitamina C utilizzando l’agrume di cui sopra e la menta: la Hierba Buena, una particolare variante autoctona cubana, dal profumo e il gusto pungente e frizzante Nei secoli successivi il Draquecito si trasformò, e soprattutto negli ingredienti l’aguardiente venne sostituito dal rum Anche riguardo al nome Mojito non abbiamo origini certe: la parola “mojo” sta ad indicare un condimento cubano a base di aglio e agrumi usato per marinare, oppure potrebbe rimandare ad un termine africano che vuol dire incantesimo, o pozione magica Il Mojito deve la sua popolarità odierna soprattutto alla società Bacardi che fece dell’alcolico la propria forza commerciale raggiungendo il suo apice di popolarità nel ventesimo secolo e successivamente con la frase “My mojito in La Bodeguita” ancora leggibile nel locale Bodeguita del Medio, fecero spopolare il cocktail preferito di Ernest Hemingway anche fuori da Cuba

Migliori corsi per barman a Roma

“Per essere un buon bartender, ci vuole una buona scuola!” E non c’è nulla di più vero al mondo! Perché, come detto nel precedente articolo, improvvisarsi baristi o bartender, risulta una tra le mosse più sbagliate che si possano fare Improvvisare non è mai la scelta giusta, a maggior ragione se si tratta di una professione come quella del bartender Girando su internet e digitando sulla barra del motore di ricerca “Corsi barman” certamente vi saranno spuntate diecimila pagine relativi a diecimila scuole Quale scegliere allora Niente panico Tirate un bel respiro di sollievo e mettetevi comodi Certamente ogni corso o scuola si rivelerà più o meno dettagliato e più o meno serio, ed in base alla vostra svelta sarà facile dedurre quale potrà anche essere il risultato finale Il nostro consiglio Provate a digitare stavolta sulla barra del motore di ricerca FBS Corsi Barman Roma  e potrete intuire già a primo colpo d’occhio che siete capitati sul sito giusto! Proprio così, perché basterà davvero vagare un po’ sul sito per capire che, i corsi proposti da FBS sono davvero i migliori di tutta Roma! Andiamo a capire un po’ di più! Chi è FBS FBS Roma è la scuola per Barman a Roma che in venti anni di attività ha formato oltre 15000 bartender in tutto il mondo Grazie ai corsi per Barman proposti, che partono dalle basi fino alle specializzazioni non solo potrete formarvi ma anche inserirvi nel mondo del lavoro grazie alle tantissime collaborazioni di cui gode FBS! Quali sono i corsi che FBS propone I corsi che FBS propone sono davvero tantissimi e tutti adatti alle singole esigenze! Dal CORSO BASIC ON LINE IN STREAMING, dove verrà introdotto il concetto fondamentale di American Bartending e ti verranno illustrate le più diffuse tecniche di preparazione dei cocktail, grazie al quale mparerai a preparare i drink più famosi e più conosciuti rispettando le tecniche di preparazione standard Ma anche il CORSO BASE PER BARTENDER, o ancora il CORSO BARTENDER PRO, alla fine dei quali sarà rilasciato un attestato dopo aver superato un apposito esame e che darà accesso a tre giorni di stage in locali convenzionati Ed ancora tantissimi altri corsi adatti ad ogni vostra esigenza, tutti certificati e pensati in ogni dettaglio! Quali sono le sedi FBS Innanzitutto Roma, la bellissima città eterna, ma anche Napoli Per Roma troverete due sedi: la sede centrale di Roma Sud- Zona Tuscolana, e la seconda sede di Roma Nord – Zona Pineta Sacchetti Inoltre, sempre andando sul sito FBS potrete scoprire tantissime altre novità e servizi, tra cui il bellissimo catalogo con tutte le attrezzature per barman , e tanto altro ancora! Cosa aspetti Non ti abbiamo incuriosito abbastanza Visita il sito ufficiale FBS http://wwwf-b-sit/ e chiedi tutte le informazioni relative ai corsi compilando l’apposito form contatti! Verrai subito contattato e potrai scegliere il corso che stavi aspettando! Cosa cerchi di più FBS, la garanzia che più garanzia non c’è! кресло-мешок

Perché e importante fare un corso da barman?

“Barman non si nasce! Barman si diventa!” Non potevamo trovare espressione migliore di questa per iniziare a trattare questo nuovo argomento! E non c’è verità che tenga, perché fare il barman non è come spesso si pensa, sbagliando, un lavoro per tutti Già, perché fare il barman è una vera e propria professione che se studiata a regola d’arte non ha nulla da invidiare ad altre professioni che magari noi intendiamo come più prestigiose Andiamo però con ordine Se l’idea di fare il barman viene generalizzata ed identificata come uno dei classici lavoretti che “va bene per un’estate ci guadagno qualcosa!” o ancora “e che ci vuole a servire ai tavoli!” allora siamo proprio fuori strada Come accennato prima infatti, il barman è una vera e propria figura professionale riconosciuta a tutti gli effetti che grazie sia all’esperienza, ma anche seguendo determinati corsi, porterà il soggetto a specializzarsi via via fino a divenire un vero e proprio professionista Quindi, occhio a definirsi barman solo per modo di dire o perché ci si è improvvisati come tali! Partiamo dal fatto che, bisogna sempre capire chi siamo e cosa vogliamo fare: se semplicemente il barista che si occupa di servire le consumazioni ai tavoli, o se invece vogliamo specializzarci nell’arte di preparare e servire cocktail in un modo davvero unico ed alternativo, ovvero essere dei veri e propri bartender Una volta deciso chi vogliamo essere, bisognerà certamente rendersi conto che, come per la buona riuscita di ogni cosa, dovremmo studiare e quindi specializzarci Panico No anzi! Esistono delle vere e proprie scuole di bartender che permetteranno all’interessato di studiare ed unire così la teoria alla pratica, che sarà davvero tantissima Solo alla fine di questo percorso, potremo dire di essere dei veri professionisti in grado di assolvere ad ogni situazione! Per studiare bar, a differenza di molti altri corsi di studi, non vi è nessun vincolo di età, particolare vantaggioso e che permetterà di potersi formare a persone di ogni età e senza vincoli di sesso Già, perché il bartender è sia uomo che donna! Sicuramente saranno più agevolati i ragazzi che hanno conseguito un diploma presso un istituto alberghiero, ma c’è davvero spazio per tutti! Non ci credete Volete un esempio I tantissimi corsi proposti da FBS Roma, la scuola per Barman a Roma, sono la priva tangibile che nulla è impossibile! Vuoi più dettagli Visita il nostro sito e continua a leggere il prossimo articolo! Here is a collection of places you can buy bitcoin online right now

Bartender e film

Professioni e cinema! Ci sembrerà pressoché impossibile che le due cose vadano a braccetto ma, come andremo a leggere in questo articolo, non è esattamente così! Per tutti gli amanti del cinema su grande schermo o semplicemente per coloro che amano guardare un bel film seduti sul loro divano a casa, ci sarà certamente noto come spesso nei film appaiono determinate professioni e come, a seconda della trama, la stessa venga focalizzata e valorizzata Tra le miriadi di professioni che appaiono nei film, andremo oggi a soffermarci sulla figura del barista, figura professionale che oggi è più comunemente conosciuta, in special modo tra il pubblico più giovane, come bartender Tantissimi sono infatti i film più o meno datati dove appare questa singolare figura, alcuni dei quali proprio grazie alla stessa sono diventati delle vere e proprie icone del cinema! Andiamo allora a vedere quali sono! Partendo dal film Casablanca, film datato 1942 e diretto da Michael Curtiz, dove appare senza dubbio la più famosa scena di bar immersa nella storia di Hollywood nel Café Americain di Rick, ed ancora continuando con il film Trainspotting, datato 1996 e diretto da Danny Boyle, tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh, divenuto famoso per le scene girate in tantissimi pub Tantissimi altri sarebbero i nomi dei film, italiani e non, dove i bar ed i relativi barman fanno da padroni della scena, ma ce n’è uno in particolare che non lascia spazio ad altri e che potrebbe essere considerato come il “padre dei barman” Di quale film allora stiamo parlando Chi altri se non lui, Cocktail, film datato 1988 e diretto da Roger Donaldson, che ha come protagonista Tom Cruise, icona di bellezza maschile! Stando alla trama, per chi non avesse avuto il piacere di guardarlo, Brian Flanagan, giovane e ambizioso in cerca di un impiego, dopo aver lasciato l’esercito ed aver tentato la fortuna nella finanza e nella pubblicità, accetta un lavoro come barman in un piccolo locale di New York Iniziato al mestiere dal collega Doug, i due fanno fortuna, dopo che Brian ha inventato un nuovo cocktail, divenendo i due più famosi barman acrobatici di Manhattan Dove sta la novità, e quindi la rivoluzione Proprio nel fatto che in questo film i due attori non si limitano a servire bevande, ma al contrario, si dilettano in fantastiche acrobazie e performance, ambedue azioni da cui avrebbero tratto ispirazione i baristi di prima fino ad arrivare ai bartender di oggi! Sembra quasi impossibile, ma è proprio la verità! Il classico barista infatti, da quel momento, assume un aspetto nuovo e fino a quel momento sconosciuto, aprendo le porte a quella che sarebbe diventata la professione più cool del momento nel mondo dei barman! E dire che i film non centrano nulla con le professioni! Lunga vita ai bartender di tutto il mondo e alla scuola di barman a Roma come la FBS che continua da vent’anni a formare bartender in tutto il mondo 2015 toyota corolla

Barman, Bartender e Barista!

Chi fa i cappuccini Chi prepara drinks C’è qualcuno di loro che prepara drinks e cappuccini C’è molta confusione avvolte nelle spiegazione di queste figure Facciamo chiarezza! E’ credenza della maggior parte di noi, fare una distinzione tra queste tre figure, infatti, Il Barista per come lo conosciamo noi è l’addetto bar della mattina o del primo pomeriggio Prepara caffe, cappuccini e si occupa di accoglierti al mattino quando fai colazione Il Barman e il Bartender sono per tutti la stessa presenza, ovvero sono i rappresentanti del lavoro serale e notturno che si occupano di creare drinks! Alcuni, addirittura, differenziano il Barman e il Bartender, perché credono che la loro discrepanza sostanziale sia che uno è più o meno preparato dell’altro Ebbene Niente di quello che si pensa è vero! Il Barman, il Bartender e il Barista sono la stessa cosa! La loro unica differenza è nel Translate della parola stessa! Chiamiamo la stessa figura lavorativa in modi diversi, a seconda della parte del mondo in cui ci troviamo! Ad esempio, in America verrai chiamato Bartender, in Inghilterra Barman e se ti sposti in Germania prenderai il nome di Bar Keeperall’italiana questi tre modi di definire qualcuno che lavora dietro un banco vengono racchiusi nella parola Barista Il Bartender, il Barman e il Barista sono la stessa figura! Infatti tutti e tre lavorano dietro un banco bar, tutti e tre devono saper fare caffetteria e devono essere in grado di preparare drinks, nel caso italiano in particolare, devono avere anche una grande cultura di vino e birra In italia tendiamo a differenziare queste figure, poiché noi italiani così amanti del caffe e carichi della sua cultura lo consideriamo una materia a se ma la chi si occupa di preparare bevande alcoliche, non è nient altro che la stessa persona che al mattino ti accoglie con un buon caffe Per info sui nostri corsi visita la pagina: corsi per barman a Roma

Sembra stupido ma… Viva il ghiaccio!

Immagineresti mai di bere un drink o una semplice bevanda sodata calda o a temperatura ambiente, magari d’ estate, su una sdraio mentre prendi il sole Aiuto! Nel 1800 però avere il ghiaccio non era cosa facile L’uomo dipendeva dalla natura, solo in qualche parte del mondo era possibile avere ghiacchio grazie agli inverni gelati e pieni di neve! Per primo, “Il re del ghiacchio” Federic Tudor, ebbe l’ intuizione di procurarsi questa materia molto richiesta e con la sua nave prelevava blocchi ghiacciati da laghi e fiumi e li trasportava fino ai luoghi in cui poteva venderlo! Anche se una notevole quantità del ghiaccio si scioglieva durante il viaggi, comunque riusci a guadagnare una fortuna grazie all immensa richiesta che esisteva Il ghiaccio veniva venduto a importanti uomini d’ affari che potevano finalmente vendere alla loro clientela delle bevante rinfrescanti a dei prezzi estremamente maggiorati, perché chiaramente contenevano all’ interno cristalli di ghiacchio puliti e puri, non più sporchi come prima I nostri drinks On The Rocks iniziano a prendere piede solo dopo la nascita della prima macchina del ghiaccio, ad opera di Thaddeus Lowe che la crea e la commercializza e che permette col tempo la diffusione di questo bene a macchia d olio, grazie ai prezzi decisamente piu accessibili di un tempo Un brindisi a loro!

Barman famosi italiani

“Barman di tutta Italia unitevi!” Potrebbe essere lo slogan adatto per celebrare le splendide personalità di cui la nostra cara Italia può vantarsi! Proprio così perché, come accennato nel precedente articolo, sono tanti i nomi dei barman del nostro bel Paese che hanno raggiunto altissimi livelli e conquistato le vette più alte di classifiche importanti! Entrando, o rientrando se vi fa piacere, in tema di Diageo World Class, ovvero la classifica a livello mondiale che si basa sui luxury spirits, abbiamo visto splendere con orgoglio il nome tutto italiano del nostro Mattia Pastori Il pavese 33enne infatti, si è aggiudicato questo primato grazie alla sua passione per i cocktail nonché grazie alla sua infinita professionalità nel settore che è garantita dalla sua infinita esperienza collezionata negli anni in moltissimi bar di Milano e provincia Ad oggi, Mattia Pastori è il barmanager dell’oramai famoso locale di Milano “Mandarin Oriental” dove è difficile prenotare, ma non impossibile, per poter gustare un aperitivo ma anche rimanere a fare le ore piccole stando completamente immersi in un clima di eleganza ad altissimi livelli! Nessuna sorpresa quindi ha generato la notizia per gli assidui clienti del locale, che conoscendo la bravura di Mattia non potevano certo che aspettarsi un risultato diverso! Ma andiamo adesso a scoprire come il bartender più famoso di tutta Italia è riuscito ad aggiudicarsi questo titolo! Dopo tutta una serie di sfide che il nostro Mattia ha superato alla grande, a partire dalla prova nella quale ha saputo con grande maestria sedurre i sensi di tutti giudici presenti con il whisky Talisker Skye, “The Sensorium Castle”, per poi continuare con la prova nella quale era richiesta la preparazione di due cocktail ‘pre e after Sunset’ con il gin Tanqueray No TEN, “Night&Day” ed infine per concludere con la prova di ‘The box of secrets’, che come dice il termine stesso era composta da uno scrigno segreto nel quale Mattia ha saputo individuare tutti gli ingredienti con cui “dare alla luce” il suo cocktail vincente! La sua vittoria infatti è arrivata con il suo cocktail dal nome “Take a Break in Milano”, un mix perfetto dove prodotti storici europei sono stati uniti con arte al Jinzu Gin, creando un “matrimonio perfetto” tra yuzo, fiori di ciliegio e del sake insieme al gin inglese Volete la ricetta Ecco gli ingredienti: – 40ml Jinzu Gin -30ml Bitter -20ml Porto Rosso -2 Sherbet Arancia e Cranberry -1 Dash Lavanda Bitter Shackerate per bene e servite il cocktail vincente con una buccia d’arancia!

La classifica dei 10 cocktail più bevuti

“Che si fa stasera Aperitivo o cocktail” Quante volte ci siamo posti questa domanda Infinite volte, passate ma anche future, e la risposta varia a seconda del caso o dell’occasione E se la scelta ricade sul caro tanto amato cocktail, ecco che arriva il momento della scelta: quale cocktail scegliere Ricorriamo così, spesso e volentieri, al listino che prevede una vastissima gamma di cocktail tra cui potremo scegliere il nostro preferito Sappiamo però che, nella stragrande maggioranza dei casi, la nostra scelta ricadrà su quel cocktail che anche se “è sempre lo stesso” è per noi il massimo! Ci siamo però mai chiesti quali sono i cocktail che sono da ritenersi tra i più gettonati Quei cocktail che non passano mai di moda Ecco che noi abbiamo pensato di stilare una simpatica, ma autentica, “classifica” dei cocktail più bevuti e quindi più richiesti nel mondo! A tal proposito possiamo dire che esiste una vera e propria classifica, la World’s 50 Best-Selling Classics, che è stata pubblicata su una famosa rivista e che è stata stilata grazie alla collaborazione di ben cento famosi bartender Vogliamo riproporvi questa classifica qui di seguito, lasciandovi anche delle piccole chicche in merito agli ingredienti da usare per la loro realizzazione! La nostra top 10 prevede alla 10° posizione il Mojito, inventato dal Barman Angel Martinez nel 1942 Gli ingredienti – 50 ml di rum bianco – 6/8 foglie di menta – Acqua gassata – Succo di 1 lime – 2 cucchiaini di zucchero di canna bianco – Ghiaccio   Alla 9° posizione troviamo invece il Sazerac, un cocktail le cui origini vanno ricercate nel New Orleans Gli ingredienti – 1 zolletta di zucchero – 5 cl di Sazerac Rye Whiskey o di Cognac – 1 cl di liquore Herbsaint (al posto dell’assenzio) – Qualche goccia di Bitter Peychaud – Scorza di limone – Ghiaccio tritato All’8° posizione troviamo invece il Moscow Mule, nato al Cock ‘n’ Bull pub di Sunset Boulevard, un bar di Los Angeles Gli ingredienti – 4,5 cl vodka – 12 cl Ginger ale – 0,5 cl succo limone – 1 ciuffetto di menta – 3/4 cubetti di ghiaccio Alla 7° posizione troviamo invece il famoso Margarita, il cocktail a base di tequila e Cointreau Gli ingredienti – 3,5 cl di Tequila – 2 cl di Triple Sec (liquore aromatizzato all’arancia tipo Cointreau) Triple sec – 1,5 cl di succo fresco di limone – Sale Alla 6° posizione invece ecco svettare il Martini Dry, anche esso tutto americano nato tra l’800 ed il 900 Gli ingredienti – 60 ml di Gin – 10 ml di Vermouth Dry Semplice ma mai demodè Entrando poi nel cuore della classifica ecco che al 5° posto troviamo il Wiskey Sour, un cocktail inventato da un certo Elliot Stubb Gli ingredienti – 4,5 cl Bourbon whiskey – 3 cl succo limone – 1,5 cl sciroppo di zucchero Al 4° posto invece il famoso Manhattan, famoso per tutte le serie televisive in cui è apparso negli anni Ingredienti – 5 cl Rye Whiskey – 2 cl Vermouth rosso – Gocce Angostura Al 3° posto troviamo invece il Daiquiri, cocktail a base di rum e lime Gli ingredienti – 4,5 cl Rum bianco – 2,5 cl Succo di lime fresco – 1,5 cl Sciroppo zucchero Alla 2° posizione troviamo invece un cocktail stavolta tutto italiano, il Negroni, ideato dal conte Camillo Negroni da cui prende il nome Gli ingredienti – 3 cl di Campari – 3 cl di Vermouth rosso – 3 cl di Gin Infine, principe della classifica indiscusso ecco arrivare il cocktail Old Fashioned, nato all’ Old Waldorf Astoria Bar Book Gli ingredienti – 4,5 cl Bourbon o Rye Whisky (whisky di segale) – 1 zolletta di zucchero – 1, 2 ml di Angostura Bitter Qualche goccia di acqua naturale Cosa aspettate allora! Scegliete il vostro cocktail preferito tra quelli in classifica, e non dimenticate che tutti i bartender formati presso FBS  saranno in grado di esaudire ogni vostro desiderio!

Ricetta Whisky sour – Impara la ricetta del Whisky sour

Ricetta Whisky sour In questo Tutorial il nostro trainer Diego Tarantino, ci illustra la ricetta del Whisky sour secondo le migliori tecniche di preparazione La ricetta esatta del Whisky sour è la seguente: 2 oz (6 cl) di Whisky 1/2 oz (1,5 cl) di zucchero liquido 1/2 oz (1,5 cl) di limone spremuto 3 cl di albume d’uovo

Ricetta Negroni sbagliato – Impara la ricetta del Negroni sbagliato

Ricetta negroni sbagliato In questo Tutorial il nostro trainer Diego Tarantino, ci illustra la ricetta del negroni sbagliato secondo le migliori tecniche di preparazione La ricetta esatta del Negroni sbagliato è la seguente: 1 oz (3 cl) di Martini rosso 1 oz (3 cl) di bitter Campari Top di prosecco

Ricetta Negroni – Impara la ricetta del Negroni in soli 2 minuti

Ricetta negroni In questo Tutorial il nostro trainer Diego Tarantino, ci illustra la ricetta del negroni secondo le migliori tecniche di preparazione La ricetta esatta del Negroni cocktail è la seguente: 1 oz (3 cl) di Gin 1 cl (3 cl) di Martini rosso 1 cl (3 cl) di bitter Campari

Ricetta Manhattan – Imparalo anche tu in soli 2 minuti

Ricetta Manhattan In questo Tutorial il nostro trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo Manhattan cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione La ricetta esatta del Manhattan cocktail è la seguente: 2 oz (6 cl) di Rye Whisky 1/2 cl (1,5 cl) di Martini rosso Drop di Angostura

Tutorial di Apple Zu – Imparalo anche tu in soli 2 minuti

In questo Tutorial il nostro trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo Apple Zu cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione La ricetta esatta di Apple Zu cocktail è la seguente: 1 1/2 oz (4,5 cl) di Vodka Fill di mela verde/li> 2 lime squeeze and drop

Tutorial di Maga Circe – Imparalo anche tu in soli 2 minuti

In questo Tutorial il nostro direttore Andrea Nobile, ci spiega come preparare un ottimo Maga Circe cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione dettate dall’arte della Mixology La ricetta esatta di Maga Circe cocktail è la seguente: 1 1/2 oz (4,5 cl) di liquore Strega Ginger ale/li> More Mirtilli Lime

Tutorial di Un Americano in Belgio – Preparalo anche tu in soli 2 minuti

In questo Tutorial il nostro direttore Andrea Nobile, ci spiega come preparare un ottimo Americano in Belgio cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione dettate dall’arte della Mixology La ricetta esatta di Un americano in Belgio cocktail è la seguente: 1 1/2 oz (4,5 cl) di Whisky Birra belga artigianale Zucchero moscovado Anice stellato

Tutorial Pinkberry Lady cocktail – Prepara un ottimo Pinkberry Lady

In questo Tutorial il nostro direttore Andrea Nobile, ci spiega come preparare un ottimo Pinkberry Lady cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione dettate dall’arte della Mixology La ricetta esatta dell’ Pinkberry Lady cocktail è la seguente: 1 1/2 oz (4,5 cl) di Gin 2 oz (6 cl) di Estratto di fragola e lampone 1 oz (3 cl) di Crema di latte

Tutorial Emily cocktail – Ecco come preparare un ottimo Emily cocktail

In questo Tutorial il nostro direttore Andrea Nobile, ci spiega come preparare un ottimo Emily cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione dettate dall’arte della Mixology La ricetta esatta dell’ Emily cocktail è la seguente: 1 1/2 oz (4,5 cl) di Gin 1 oz (3 cl) di Whisky al miele 1 oz (3 cl) di Amaretto

Tutorial electric passion cocktail – Ecco come preparare un ottimo Electric passion

In questo Tutorial il nostro Trainer Andrea Nobile, ci spiega come preparare un ottimo Electric Passion cocktail, secondo le migliori tecniche di preparazione dettate dall’arte della Mixology La ricetta esatta dell’ Electric Passion è la seguente: 1 oz (3 cl) di Vodka 1/2 oz (1,5 cl) di Liquore al melone Soda al limone

Ricetta Long island ice tea cocktail – Ecco come preparare un ottimo Long island

Ricetta long island ice tea In questo Tutorial il nostro Trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo Long island ice tea cocktail, secondo gli standard qualitativi IBA La ricetta esatta del Long island è la seguente: 1/2 oz (1,5 cl) di Vodka 1/2 oz (1,5 cl) di Rum 1/2 oz (1,5 cl) di Gin 1/2 oz (1,5 cl) di Triple sec 2 oz (6 cl) di Sweet & Sour (succo di limone e zucchero liquido) Top di Cola TECNICA DI PREPARAZIONE: MIX & POUR

Tutorial White lady cocktail – Ecco come preparare un ottimo White lady

In questo Tutorial il nostro Trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo White lady cocktail, secondo gli standard qualitativi IBA La ricetta esatta del White lady è la seguente: 1 1/4 oz (3,75 cl) di Gin 1 3/4 oz (2,25 cl) di Triple sec 1 oz (3 cl) di Succo di limone TECNICA DI PREPARAZIONE: SHAKE AND STRAIN

Tutorial Martini cocktail – Ecco come preparare un ottimo Martini cocktail

In questo Tutorial il nostro Trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo Martini cocktail, secondo gli standard qualitativi IBA La ricetta esatta del Martini cocktail è la seguente: 2 oz (6 cl) di Gin 1/2 oz (1,5 cl) di Vermouth Dry TECNICA DI PREPARAZIONE: STIR AND STRAIN

Tutorial Cosmopolitan cocktail – Come preparare un ottimo Cosmopolitan

In questo Tutorial il nostro Trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un ottimo Cosmopolitan cocktail, secondo gli standard qualitativi IBA La ricetta esatta del Cosmopolitan cocktail è la seguente: 1 – 1/4 oz (3,75 cl) di Vodka 3/4 oz (2,25cl) di Triple Sec 1 oz (3cl) di Cranberry (mirtillo americano) 1/2 oz (1,25cl) di Succo di Lime TECNICA DI PREPARAZIONE: SHAKE AND STRAIN

Tutorial Caipirinha cocktail – Come preparare un’ottima Caipirina

In questo Tutorial il nostro Trainer Diego Tarantino, ci spiega come preparare un’ottima Caipirinha cocktail, secondo gli standard qualitativi IBA La ricetta esatta della Caipirinha cocktail è la seguente: 2 oz (6 cl) di Cachaça 4 spicchi di lime 2 cucchiaini di zucchero di canna TECNICA DI PREPARAZIONE: MUDDLER

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